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26.11.2004

Passiamo ai materassi.

E' scattato il piano chevolete:
la mia giornata tipo, per adesso, inizia alle 3:00 del mattino,
si sviluppa lavorativamente dalle 6:30 alle 21.00 e
poi entra in stand by fino alle 3:00.
Penso molto, ma non riesco ad essere presente sul blog.
Ho dozzilioni di cose da raccontare, ritornerò.
 
 
 

by chevolete ore 10:01 [ ] commenta    leggi commenti (7)

22.10.2004

...datemi datemi datemi un'altra identità!

non resisto più a lavorare in questa maniera,
non sopporto più i miei capi schizoidi.
Adesso trovo 5000 ,
mollo il cinema e mi metto in società con Spad!

by chevolete ore 18:41 [ ] commenta    leggi commenti (11)

21.10.2004

Aspirazioni

La forma più elevata della grazia, è il silenzio. Il silenzio, a sua volta, è la forma più elevata dellistruzione spirituale
Ramana Maharschi.
 
La felicità è uno stato di coscienza che ci viene dalla giusta comprensione delle cose.
Non consegue dall'accumulo di beni materiali, e men che mai potrebbe essere il corollario di una vita senza prove od ostacoli.
Perchè la felicità deriva dal perfezionamento.
Così il maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov  suggerisce di lavorare sul proprio pensiero, perchè è il pensiero che agisce sugli stati di coscienza. Con un buon ragionamento ed una buona filosofia si può diventare maestri della propria felicità.
 
Da qualche tempo persino io sto provando a lavorare sul mio pensiero: in un centro giapponese faccio pratica di bosatsu.
Alleno la concentrazione; sviluppo la mia consapevolezza; controllo le tensioni (anche fisiche) e riprendo pian piano padronanza di tante cose.
Ma la via del perfezionamento è difficile e irta di ostacoli.
 
Mi spiego meglio.
All'ultima pratica, mentre cercavo di entrare in contatto con il mio respiro,
ho sentito una corrente di energia negativa, che pian piano si è rivelata in tutta le sua devastante portata:
la mia vicina di "tatami" puzzava.
 
Ora, secondo me, nella persona italica media, la pulizia è sempre la prima cosa.
L'igene interno che sto ricercando non può prescindere da quello esteriore, e, come dire, superficiale.
Non all'interno di una classe di bosatsu, almeno.
 
Non è raro che a casa mia mi si prenda molto per il culo a causa di questa mia particolare sensibilità verso le "puzze".
La coinquilina L., decisamente più avanti di me nel cammino di coscienza, continua a sostenere che
si tratta più di un problema mio che di una reale mancanza altrui.
 
Detto in parole povere ogni volta che è possibile mi si da della schizzinosa.
 
Una sera al ristorante cinese la signora che portava i piatti urtò il mio bicchiere, per la verità infilò
metà della sua mano destra nella mia birra cinese e, ovviamente, si disse pronta a sostituire il bicchiere.
Sfortunatamente, io non mi ero accorta della seconda parte del suo gesto,
e quindi pensavo avesse solo urtato il bicchiere da cui bevevo.
E già questo mi dava fastidio.
La mia famosa schizzinosità, fece a pugni con qualcosa di più forte e radicato in me:
la cerimoniosità sicula,
in base alla quale io dico
- no, lascia pure questo bicchiere, non voglio crearti disturbo facendolo cambiare-
ma tu DEVI insistere perchè sì, è ovvio che devi cambiarlo il fottuto bicchiere.
 
Dicono che i cinesi siano un popolo che nei secoli ha affinato l'arte della gentilezza,
il cerimoniale dei pasti e così via, ma quella donna vi dico che deve aver rimosso le sue radici, 
perhè ha colto la palla al balzo e
al mio primo e cortese diniego ha riposato l'orrido bicchiere e non me lo ha sostituito.
 
Tornando noi, ad ora di cena si stava chiacchierando del più e del meno,
e io ho raccontato la lezione di yoga all'amicochestavalavandoipiatti ed alla coinquilinacheavevapreparatolacena.
Ovviamente non ho tralasciato il particolare della vicina puzzona.
 
ACSLIP: (ridacchiando) secondo me non ti puoi fissare con questa cosa: vedila come un occasione per esercitare la tua pazienza...visto che aspiri a diventare uno yogi...
CCAPLC: SI;SI; MA IN CERTI CASI  ME SA CHE E'MEGLIO CHE NUN ASPIRI TROPPO...
 

by chevolete ore 12:23 [ ] commenta    leggi commenti (3)

16.10.2004

Il mostro di Babele

Fuori piove. Piove come quando fuori piove, e tu stai dentro e pensi che questa sì, è una bella fortuna. Poter stare dentro quando fuori piove.
In questi giorni però ho avuto gran voglia di starmene sotto la pioggia, così, per il piacere di sentire scorrere l'acqua.
Bagnarmi davvero per rendermi conto che non è solo un effetto speciale fuori dalla finestra, ed anche per questo senso di tranquillità che mi prende quando alcune cose nel mondo seguono davvero il loro corso, e ritornano, ora più ora meno frequenti, ad attraversare la mia vita.
Comunque non ci sono riuscita. A stare sotto la pioggia, intendo.
Una strana serie di coincidenze sta facendo si che neanche una goccia di pioggia mi abbia sfiorata, ultimamente.
Dev'essere perchè io, mentalmente, vivo sempre da un'altra parte.
Anche se non ho ancora ben capito dove. Dove mi trovo.
 
En un mundo descomunal siento mi fragilidad.
 

by chevolete ore 00:42 [ ] commenta    leggi commenti (10)

06.10.2004

Elementare, Watson!

1 non sono contenta
2 non sono contenta
3 non sono contenta
 
...tre indizi fanno una prova!

by chevolete ore 12:05 [ ] commenta    leggi commenti (7)

17.09.2004

Che poi uno ha gli amici che si merita

ore 9.00 am, mi arriva un sms di F* che, più o meno, dice che se non smetterà di piovere così tanto lui a Roma a trovarmi non ci viene.
 
Ore  9.15 gli scrivo: Sono sul 60 e diluvia. Ma vedrai che appena metterò piede in ufficio il cielo si rischiarerà...incamminati pure! (lui abita a Palermo).
 
10.25: arrivo a studio, e, in effetti, smette di piovere.
 
Alle 19.00 finisco di lavorare, vado a prendere il bus e, naturalmente, non appena metto piede fuori, ricomincia a piovere.
 
Gli scrivo: Nel caso avessi qualche dubbio: sono sul 60, e sta diluviando.
ore 19.25, risponde: Non sei riuscita a scendere? Da stamattina?!?
 

by chevolete ore 00:17 [ ] commenta    leggi commenti (67)

08.09.2004

Sarà capitato anche a voi...

Quasi tutte le mattine mi sveglio.
Credo che il fatto in sè non susciti alcuna meraviglia,
infatti io non voglio parlare del fatto che mi sveglio quotidianamente,quanto piuttosto del modo in cui l'evento accade. 
Io mi sveglio canterina.
Metto su il caffè, e mi ronzano mille motivetti nel cervello.
Sembrerebbe una cosa innocua,
per alcuni fastidiosa, per altri allegra, ma sostanzialmente innocua.
Invece non è vero.
 
Perchè la mia lucidità al mattino è fondamentale:
da me dipendono troppe cose.
Per esempio, credo di influenzare le correnti di traffico.
E' iniziato tutto per gioco:
al mattino mentre in motorino vado da Porta pia a Trastevere
io mi annoio. Mi annoio molto mentre guido,
sembra tutto grigio e banale,
attorno a me noto le facce tristi degli impiegati
che vanno al lavoro, chiusi nelle loro macchinette,
imbronciati, con la sigaretta fumante fra le dita,
lo sguardo torvo di chi si è fatto già andare la giornata per traverso.
 
Allora ho iniziato a giocare.
Loro sono diventati tutti personaggi del mio mondo,
e se hanno lo sguardo torvo è perchè sta bene così nella storia.
 
Provate ad imaginare le possibilità di una spy story:
prima di fare una curva guardi il tuo vicino di strada e gli dici:
- Io vado. Tu coprimi le spalle -
e poi parti a razzo.
 
Oppure gli inseguimenti, quelli sì che sono fighi:
spesso mi trovo a dirigere il traffico ad un incrocio:
- voi! tutti di là! -
- tu, gira a destra! -
- Non pederlo di vista! stagli alle calcagna! -
 
Se volete capire come funziona, provate
a posizionarvi in testa alla fila di macchine che
deve effettuare una svolta a sinistra, e, nell'accingervi alla manovra,
dite con convinzione: - Seguitemi!! -
(per gli appassionati di Brancaleone c'è la variante -Seguitemi, o miei pugnaci! - ...et quelli devono seguire et pugnare, è ovvio)
 
Insomma, non è facile sentire sulle proprie spalle la responsabilità di tante persone che altrimenti resterebbero sperdute nel traffico romano, senza alcun faro nella nebbia, nessuno che li incoraggi, che indichi loro la direzione.
 
Ma oggi io mi sono svegliata con la canzone sbagliata in mente.
E' una canzone che mi cantava sempre papà, e
mi viene sempre da ridere,quando la canto,
e da battere il tempo e ballare un pò.
 
La canzone è questa:
 
Carina!
diventi tutti i giorni più carina
ma in fondo resti sempre una bambina
che non conosce il dolce gioco dellamor
Graziosa! ,
nessuna donna al mondo é più graziosa
perché la tua boccuccia deliziosa
se vuole un bacio non ha il coraggio di mentir
Carina,
allegra e spensierata sei carina
ma con il broncio sembri ancor più bella
tu sei la stella che manca in ciel
perché carina, carina, carina sei tu
simpatica e dolce ogni giorno di più
e col tuo candor, carina tu sei fatta per amar
 
(Fred Buscaglione)
 
 
Ecco,io stamattina credo di aver fatto un pò di casino, col traffico.
Da Porta pia a Trastevere c'erano tre incidenti.
 
Gli automobilisti non dovrebbero prendere tanto sul serio le mie indicazioni al mattino,
soprattutto quando,in realtà, sto solo cantando.

by chevolete ore 00:18 [ ] commenta    leggi commenti (15)

03.09.2004

riporto questa traduzione di una poesia dedicata al padre di Gabriella apparsa prima sul sito di Zu e poi su Gilghamesh.
 
Why should we weep for those who die?
Alfred Tennyson (1809-1892)

Why should we weep for those who die?
They fall--their dust returns to dust;
Their souls shall live eternally
Within the mansions of the just.

They die to live--they sink to rise,
They leave this wretched mortal shore;
But brighter suns and bluer skies
Shall smile on them for evermore.

Why should we sorrow for the dead?
Our life on earth is but a span;
They tread the path that all must tread,
They die the common death of man.

The noblest songster of the gale
Must cease, when Winter's frowns appear;
The reddest rose is wan and pale,
When Autumn tints the changing year.

The fairest flower on earth must fade,
The brightest hopes on earth must die:
Why should we mourn that man was made
To droop on earth, but dwell on high?

The soul, th' eternal soul, must reign
In worlds devoid of pain or strife;
Then why should mortal man complain
Of death, which leads to happier life?
 
Perché dovremmo piangere per coloro che muoiono?
Essi cadono -- la loro polvere torna alla polvere.
Le loro anime vivranno eternamente
Nelle dimore dei giusti.

Muoiono per vivere -- tramontano per risorgere.
Lasciano quest'infelice riva mortale
Ma soli più luminosi e cieli più azzurri
Sorrideranno loro per sempre.

Perché dovremmo dispiacerci per i morti?
La nostra vita sulla terra non è che un transito;
Percorrono il cammino che tutti dobbiamo percorrere,
Muoiono della comune morte dell'Uomo.

Il più nobile canto dell'usignolo
Deve cessare, quando arrivano i rigori dell'Inverno.
La rosa più rossa si fa fragile e pallida
Quando l'Autunno segna l'anno che cambia.

Il più bel fiore sulla Terra deve appassire
Le più luminose speranze devono morire:
Perchè dovremmo dolerci che l'uomo sia stato creato
per cadere sulla Terra, ma dimorare in alto?

L'anima eterna deve regnare
In mondi privati di dolore e fatica;
Perché quindi dovrebbe l'uomo mortale lamentarsi
Della morte, che porta a una vita più felice?

by chevolete ore 09:24 [ ] commenta    leggi commenti (7)

02.09.2004

settembre è il più crudele dei mesi...

 

by chevolete ore 09:22 [ ] commenta    leggi commenti (3)

05.08.2004

il servizio riprenderà il più presto possibile....

Da settimane il mio blog si rifiutava di parlarmi.
Niente. Niente log-in, niente nuovi interventi, nulla.
Ma la vanità lo ha fottuto: mi è bastato parlarne un pò male in giro e lui, per smentirmi, ha ripreso a funzionare.
 

by chevolete ore 22:49 [ ] commenta    leggi commenti (9)

18.07.2004

Insomma oggi a colazione ragionavamo su come dovrebbe essere una famiglia.
Niente di sdolcinato, intendiamoci, che a casa mia non si parla di due cuori e una capanna, siam gente concreta, noi.
E così pensavo che ci vorrebbe gente di fiducia, senz'altro.
Due avvocati, minimo, un penalista e un civilista, medici di comprovata esperienza ed abilità, farmacisti, grafici pubblicitari, contadini.
Un microcosmo perfettamente autonomo, e compatto. Io non mi fido della gente estranea.
 
A tutti quelli che non coglieranno l'ironia di questa cosa dovrei spiegare che a casa mia ci chiamiamo col titolo di "Don".
Che la morte di Marlon Brando per noi è stata una grave perdita.
Che io ho nominato la mia coinquilina preferita mia consigliori.
Ma forse non capirebbero ancora, quelli che non hanno mai visto il padrino uno, due e tre in una sola notte. Tutti di seguito.
 
A coloro che non capiscono vorrei dire che stamattina,nel tempo di un caffè, ho realizzato che non ho tanta gente di fiducia come vorrei.
Ma mi sento ugualmente fortunata.
 
Sono fortunata perchè non ho avvocati, medici e banchieri, ma ho molto di più.
Ho uno zio che fa il prete. E si chiama Santo, di nome, il che è praticamente una garanzia.
Quando mi sposerò, celebrerà zio Santo, come è stato per mia madre, per i miei zii, per i miei cugini.
Mi sposerà padre Santo, cioè la nostra personalissima versione del Santo Padre.
Per gente come noi, è una soddisfazione.

by chevolete ore 14:27 [ ] commenta    leggi commenti (25)

13.07.2004

Da Marco, l'unico baretto nelle vicinanze, mi sono fatta un sacco di amici.
E' un posto ben frequentato, si capisce. Tutte personcine che a colazione correggono il caffè con lo strega, e che dopo pranzo non esitano ad ordinare un wihiskey. L'età media degli habituè è sopra la sessantina. Poi ci sono gli avventori comuni, come me, che vorrebbero, davvero, ma non possono passare la mattinata ad oziare sulle sedioline al sole.
Però,è bello: è uno di quei posti dove quando arrivi dici  "buongiorno a tutti", che anche se non li conosci è evidente che si aspettano un saluto, come se entrassi ospite a casa loro. 
 
Da un pò di tempo però mi sentivo osservata.
Stamattina ho capito perchè.
C'è questo tipo, una sorta di Benicio del Toro de noantri, che credo abiti nelle vicinanze, e anche lui fa colazione da Marco.
Ogni volta che si siede al bancone assume una posa plastica: bere un caffè per lui è un'esibizione di charme.
 
Insomma, non ha molto in comune con me, ma ovviamente mi diverto ad immaginare chi sia mai questo vip di Trastevere.
Eppoi, lo ammetto, mi diverte troppo che uno così voglia parlare proprio con me: come si dice a Roma "ma che sse dovemo da dì?!"
 
Non lo incontravo da diversi giorni quando l'altra mattina lui è entrato mentre io mangiavo una ciambella. Ha fatto una faccia sorpresa come a dire "ommioddio tu qui?" e in quell'istante mi è sembrato quasi umano ed ho provato anche simpatia per lui, ma subito dopo si è ricomposto e ha ripreso ad imitare James Dean. Che io volevo dirglielo che ha fatto una brutta fine, J.D., ma non sapevo come fare, visto che,per principio, non gli parlo.
Insomma, ha fatto strani tentativi di iniziare una discussione, e alla fine si è incazzato, visto che non partecipavo, e se n'è andato dicendo a voce alta, nel vuoto: "ci vediamo a pranzo!".
 
Secondo me, è un invito.
 
 

by chevolete ore 13:00 [ ] commenta    leggi commenti (9)

08.07.2004

Poverina's

Sono in lista per l'ambito trofeo di Poverino's della settimana.
Credo di meritare questo premio,se non altro perchè non sono stata neanche capace di inserire il logo dei poverino's nel post,e ho dovuto sostituire la mia foto con un piatto di spaghetti. E spero che qualcuno abbia notato la differenza, ma di questo non ho conferme.
Come se non bastasse, domani ho l'esame per la patente. Ed ho già 26 anni. Farò l'esame circondata da diciottenni sgargiulini che mi discrimineranno, pensando che io sia vecchia. E non mi lasceranno giocare insieme a loro, neanche se porto io la playstation.
sniff...sniff...sob!sob!strasob!
Oltreatuttociò, quest'estate io non andrò in ferie, poverina's. E qui in ufficio c'è solo un ventilatore mezzo rotto,di quelli veramente tristi, attaccati al lampadario.
Io alzo lo sguardo, lo fisso un pò,e nei miei pensieri confusi ed accaldati le pale del ventilatore diventano quelle dell'elica di un elicottero in volo,riesco a vedere il pilota col sorriso durban's che alza il pollice come a dire "tutto ok!", e me dietro, estasiata,a guardare il panorama che sotto e tutt'intorno si estende a perdita d'occhio...e il giallo del sole, l'azzurro del cielo, il verde delle praterie...le casette, con le persone che sembrano disegnate...poi abbasso lo sguardo e tutto ciò che c'è è una tastiera, un mouse ed uno schermo. Guardo con più attenzione.
C'è scritto: "poverina's"
 
 
Se vi ho suscitato un pò di pena votatemi!
 

by chevolete ore 11:12 [ ] commenta    leggi commenti (16)

04.07.2004

merda dal supermercato

Da un paio di settimane ad un certopunto del pomeriggio il citofono di casa ulula.
C'è un piccolo dito che, senza alcuna delicatezza, lo preme per infiniti secondi.
Il caso vuole che a casa mia siamo gente un pò così,
che rifugge le incombenze domestiche, compreso rispondere al citofono, al telefono et similia.
I miei amici lo sanno, e quando passano da me anzichè citofonare mi fischiano alla finestra, che io lo so che sono loro e mi affaccio contenta.
 
Il postino non lo sa, e continua a citofonare. E poi magari la posta è per tutti gli altri abitanti del condominio tranne che per noi.
Finirà che porteremo un cane a vivere qui solo per sguinzagliarglielo contro. Sempre che i cani inseguano ancora i postini.
 
Anyway, da due settimane circe il citofono esplode, sotto la pressione del dito di un bambino.
Il primo giorno rispose la coinquilina canadese (CC).
"chi sei?"
la vocina(Piccolo Rompicoglioni, o PR): "Apri!"
CC: "perchè?"
PR: "c'è mia zia lì"
CC: "non è vero"
PR: "ti prego apri...lo giuro, c'è mia zia"
CC: "Cazzate.."
 
ci affacciamo per guardare in faccia colui che si spaccia per nipote di una zia che non esiste e lo vediamo: faccia simpaticissima, abbastanza sporco e in vena di scherzi col citofono.
 
Insegno alla coinquilina canadese due o tre frasette in italiano adatte all'occasione e gliele diciamo.
Piccolo rompicoglioni se ne va,ridacchiando.
 
Ma poi ritorna.
Tutti i giorni.
 
Qualche giorno fa CC risponde al citofono:
CC: chi è?
PR: MERDA!!!
CC: come?
PR: Ho portato merda dal supermercato!
CC: Non abbiamo ordinato niente,grazie!
 
Per sicurezza,vado a cena fuori da un pò di giorni.
 

by chevolete ore 11:07 [ ] commenta    leggi commenti (27)

30.06.2004

Questa mattina lezione di giuda pratica. Per un'ora.
" Bisogn'andar'sul post'" ha detto lui.
Che l'esame si avvicina, ed è meglio conoscere il proprio nemico.
Stamattina lo strano istruttore era stressantissimo:
" guard'di qua " " guard'di la " " cos'dobbiam'far?" " signorì si dev'fermar'allo stop " " più avant'" " più indietr'"
Sopporto, stoicamente.
Io sono una persona paziente, si sa.
E poi non mi va di perdere tempo a discutere inutilmente, così la maggior parte delle volte do ragione al mio interlocutore così lui/lei tace e posso farmi beatamente i fatti miei.
Ma oggi! Oggi!...
Non ce l'ho fatta a trattenermi.
 
Lui: " cos'fa? Non sent'che abbiam rallentat'...dobbiam scalare in seconda " e io scalo in seconda, faccio la curva e prima che io abbia finito lo strano istruttore ricomincia, petulante: " adess' la strad è libera! Acceleri di più! acceleri di più! " (l'ultima volta che mi ha spinta a " Lanciare la macchina " ho messo sotto un vecchino)
 
Io: " ma non vede che c'è lo stop? "
Lui: " si, ma prim di arrivar allo stop dobbiam accelerar', e passar in terz' e poi fermarci,prima di fermarci scalar'in second! La guida è tutta qui, in queste due cose! Scala! Accelera! Terza! Seconda! Ferma! accelera...Terz'!
SIGNORI' MA NON LO SENTE IL MOTORE?"
...
 
No. Non lo sento il motore.
E' come se qualcuno gli parlasse sopra.
 

by chevolete ore 10:58 [ ] commenta    leggi commenti (8)

28.06.2004

Ho appena scoperto che non avrò ferie. Nel senso che scaduto il contratto con questa società, partirà subito un altro lavoro, più grosso. Per una società più grossa.
con più contatti. Un regista importante. Attori americani, importanti. Una grossa co-produzione. Una bella trasferta agli studios in Marocco, per girare.
Eppure non riesco a pensare ad altro che:
vuol dire che non andrò a casa?
vuol dire che non andrò al mare?
vuol dire che non vedrò il mio cane?
vuol dire che non tornerò in Sicilia?
....
Tristezza, e qualche considerazione.
Bello sentirsi "richiesti", per quello che può valere.
Bello pensare che qualcuno crede che sei bravo, e vieni a lavorare anche per me.
Tremenda la prospettiva di un'estate a Roma.
Una città che non mi appartiene, dove mi manca sempre qualcosa.
 
Io so riconoscere quando sono felice.
 
Mi sono guardata molto attorno, in questi mesi.
E' uno strano ambiente: pare che non esista la possibilità di avere una vita sana.
Tutti drogati di lavoro, tutti con l'ansia da prestazione.
Tutti che vivono come se non valesse la pena coltivare le cose, i rapporti, le persone.
Generazioni di persone cresciute negli anni 80, che hanno studiato in America, che hanno vissuto in giro per il mondo...li vedi alcolizzati, extraconiugati, infelici,divorziati con i bambini che crescono soli e grassi e tristi. Li vedi nevrotici, depressi.
I ragazzi come me, alle prime armi, perfettamente impostati per diventare degli adulti tristi.
 
Non ho mai saputo come reagire a questa cosa.
Io non voglio diventare un'adulta triste.
Ogni volta che mi chiedo come penso di conciliare un lavoro di questo tipo con le cose che sono importanti per me, mi spavento e preferisco non pensarci.
Vado in apnea.
Mi immergo nella mia vita come sotto anestesia.
Non vi sento non vi sento non vi sento.
 
Ieri è venuta fuori questa cosa, importantissima:
vuoi o non vuoi grande ci diventi lo stesso.
Cazzo, non so come fare, ma dovrò trovare un punto di vista alternativo per vivere.
 
 
 
 
 
 

by chevolete ore 15:58 [ ] commenta    leggi commenti (3)

28.06.2004

Per fortuna, da 15 minuti esatti, posso far pace col cervello.
Per fortuna, da 15 minuti esatti, so cosa fare: la scelta è obbligata.
Rinsavisco
 
 
 

by chevolete ore 15:01 [ ] commenta    leggi commenti (1)

16.06.2004

Non posso crederci: io ho parlato con Hilmar Om Hilmarsson
No, davvero, ho parlato con Hilmar Om Hilmarsson.
Ho un picco di entusiasmo per il mio lavoro.

by chevolete ore 14:50 [ ] commenta    leggi commenti (7)

14.06.2004

Marcia Nuziale

"Matrimoni per amore, matrimoni per forza
ne ho visti di ogni tipo, di gente di ogni sorta..."
 
Domenica mi è toccato passare la mia giornata a
vedere quello di un amico di G.
Basterebbe dire che i suo soprannome è "pistolone"
per capire subito di che cosa, o di chi, stiamo parlando,
ma a quanto pare la sposa non era affatto a conoscenza
del soprannome del suo amato bene,
ed infatti per tutto il tempo lo ha chiamato Antonio.
 
Gli amici coglievano ogni occasione per improvvisare cori da stadio scandendo il vero nome di Pistolo:
all'uscita dalla chiesa era tutto un An-to-nio! An-to-nio!
all'ingresso del ristorante An-to-nio! An-to-nio!
durante il ricevimento An-to-nio! An-to-nio!
 
La cosa mi incuriosiva, e sono andata a fondo...
Si racconta che in uno dei locali erotici della capitale,
il nostro Pistolone abbia passato più di una serata
da gran protagonista:
addirittura una volta si appartò in uno stanzino,
ed una lunga fila di uomini e donne aspettava, come alle poste,
il proprio turno. Entusiasti del trattamento ricevuto ne fecero
una star: e cominciarono a battere le mani ed
intonare il famoso coretto: "An-to-nio!An-to-nio!"
 
I parenti della sposa, ignari di tutto almeno quanto me,
hanno visto nel coro scherzoso degli amici
una piccola provocazione,
e per dimostrare che la loro congiunta non era da meno di Pistolone
hanno cominciato aD intonare anche loro:
"Lu-cia-na! Lu-cia-na!"
 
E' stato esilarante, ma ho pensato che devo ricordarmi
di non convolare mai,
che non conoscerò mai davvero nessuno
se non me stessa.
 
"Cerimonia originale, strano tipo di festa
la folla ci guardava, gli occhi fuori dalla testa
eravamo osservati dalla gente civile
che mai aveva visto
matrimoni in quello stile"...
(De Andrè)
 
 
 

by chevolete ore 22:03 [ ] commenta    leggi commenti (7)

11.06.2004

Da una settimana c'è un ragazzo a studio da noi.
E' un tipo un pò goffo, buono come il pane, che fa la contabilità.
Anche lui, come il mio istruttore di giuda, parla una lingua tutta sua:
dopomangiato mi dice -hai fatto tutte brucole-
oppure si inventa le cose tipo - la pensione di pazzaria - 
 
Io l'ho chiamato subito "coso". Fingo di non ricordarmi il suo nome, così, tanto per fargli un'angheria.
Come quando a scuola guida suggerivo le risposte sbagliate a un ragazzino diciassettenne, timidissimo.
L'altro giorno io e il capo avevamo una commissione importante da fare, e per strada gli raccontavo che si dice in ufficio, visto che lui per ora non ci viene mai.
Lui se la rideva, ma mi ha detto di non chiamare coso "coso".
Mi ha detto anche che non devo farlo rispondere al telefono.
Peccato.
Io l'avevo già promosso a mio segretario.
Comunque, in questi sette giorni io mi sono affezionata a coso.
Me ne accorgo perchè mi fa tenerezza.
 
Allora oggi gli ho permesso di fare un pò di strada insieme a me.
Ho acceso il motorino, l'ho aspettato e abbiamo proceduto parallelamente. Lui sul suo motorino, io sul mio.
Il fatto è che a un certo punto non l'ho visto più.
Non saprei dire quando è successo, però mi è dispiaciuto. Ho pensato che può essere cascato; e se lunedì coso non verrà a lavorare perchè gli è successo qualcosa mi sentirò in colpa.
Meno male che oggi è venerdì.
 
 

by chevolete ore 20:08 [ ] commenta    leggi commenti (7)
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